- STORIA DEL CARNEVALE OFFIDANO -
In genere viene indicato col nome " CARNEVALE " il periodo di tempo che intercorre tra il 17 gennaio 
ed il primo giorno di quaresima. L'etimologia della parola " carnevale " secondo alcuni deriverebbe da
"carne (le) vare" con dissimilazioni della seconda r in l, poichè, dopo tale periodo, ha inizio la proibizione 
dell'uso della carne. Le origini del carnevale Offidano risalgono alla metà del 1700 quando le manifestazioni 
iniziarono a diffondersi, nei paesi. Lo svolgimento del carnevale in Offida, è imperniato sulle due manifestazioni 
che da tempo ne rappresentano un' inconfondibile peculiarita': " LU BOV FINT " e " I VLURD " da non dimenticare
poi le " CONGREGHE " che sono l'anima del carnevale offidano. Dopo il 17 gennaio le manifestazioni ufficiali 
oltre ai VEGLIONISSIMI ( che si svolgono al Teatro Serpente Aureo ) sono: La Domenica degli amici, 
la Domenica dei parenti, il Giovedì grasso, LU BOV FINT, la Domenica di carnevale e il CARNEVALE ( VLURD ) .


"LU BOVE FINTO"

A caratterizzare il Carnevale offidano sta la manifestazione de "Lu Bov Fint", consistente in una farsesca caccia ad un bove oggi finto, ieri vero. Si tratta di una manifestazione che, nonostante l'incalzare dei tempi moderni e l'industrializzazione dei divertimenti, conserva integra la propria identità, mantenendo una sana impronta di creatività popolare. Nell'attuale struttura del Carnevale, essa si inserisce tra i veglionissimi d'apertura, il giovedì grasso e i vari carnasciali che terminano con lo spegnersi  dei resti dei " Vlurd ".

Il venerdì grasso, fin dalle prime ore del pomeriggio (intorno alle 14:30), un finto bove, costituito da intelaiatura in legno e in ferro, rivestita di panno, e guidato da un uomo, corre all'impazzata per le vie del paese. Segue una folla di giovani e bambini con indosso una veste bianca detta" guazzarò" (una volta, uniforme di campagna), con il viso tinto di nero e con una bandiera ed un fischietto in mano.Ci sono 10-15 punti di ristoro dove il bove si ferma per un momento di riposo e tutti quelli che lo seguono usufruiscono di uno spuntino a base di pizza, fave, pane e olio, e tanto vino locale (il tutto in abbondanza ed in forma gratuita).

E' così che per ore si svolge la caccia al bue per le vie e le piazze del centro storico tra gli acuti sibili di fischietti e le urla dello sfrenato corteo; la carcassa del bue, mattato davanti al Palazzo Comunale, viene poi  portato sulle spalle da 14 persone, precedute dalla Congrega del Ciorpento, che suona il motivo "Addio mia bella, addio" e seguite dalle altre congreghe e dalla popolazione.

Le storie locali dicono poco o nulla sulle origini di questa singolare manifestazione; per alcuni essa è la rievocazione di antiche corride introdotte dagli Spagnoli in occasione della loro dominazione in Italia; per altri si tratta, invece, della rappresentazione di un'antica usanza finalizzata ad allietare le mense dei poveri nell'ultimo giorno di Carnevale,consistente nel mettere a disposizione la carne di un bue precedente cacciato e mattato.

 

 

By Bonfigli Sara